Cashback di stato, troppe anomalie. Tre ipotesi sul taglio del bonus

Pagamenti digitali: in arrivo bonus pos nel decreto agostoUn lunga lista di questioni tecniche, nel corso della fase sperimentale e non solo, hanno reso necessaria una nota di chiarimento di PagoPA sul cashback di stato: lo strumento, previsto dalla Manovra 2021, per incentivare gli acquisti nei negozi e al contempo combattere l’evasione fiscale. Intanto, si fanno avanti i possibili scenari con l'abolizione del bonus. 

Le misure previste dalla legge di Bilancio 2021

Dopo i numerosi disservizi riscontrati nel periodo natalizio e anche dopo la partenza lo scorso 1° gennaio del meccanismo standard, PagoPA pubblica una nota di chiarimento a proposito del cashback di stato: la misura, inserita nella legge di Bilancio 2021, che prevede un rimborso ordinario del 10%, per la cifra di 300 euro annui. 

Alle spiegazioni della società che ha in capo l’app IO, si affianca la spinta dell'opposizione di abolire gli incentivi ai pagamenti elettronici, per investire le somme restanti sul decreto Ristori. Ecco cosa potrebbe accadere e cosa può cambiare.   

Cashback di stato e Italia cashless: le misure per incentivare i pagamenti digitali

I chiarimenti di PagoPA

"Alla luce delle segnalazioni dei partecipanti che evidenziano come tema principale la non visualizzazione sull’app IO di transazioni effettuate per il cashback, è opportuno riepilogarne le motivazioni posto che il mancato conteggio di alcune operazioni corrisponde esclusivamente a casi circoscritti. Si tratta di tempistiche tecniche indipendenti dall’app IO e che in nessun modo inficiano sull’eventuale diritto al rimborso. In questi casi, le transazioni valide per il cashback saranno sempre recuperate dal sistema", puntualizza PagoPA.

Secondo la nota, i ritardi e le anomalie sono imputabili a cause relative all’implementazione del programma e ai tempi di acquisizione delle transazioni: questioni tecniche che sarebbe stato meglio affrontare prima della partenza del cashback e che hanno provocato un effetto domino di segnalazioni.

A tal proposito, PagoPA puntualizza che "una transazione potrebbe non essere stata riconosciuta perché gestita tramite Acquirer non ancora convenzionati; si tratta dei soggetti che forniscono i dispositivi di accettazione  (come i POS)  agli esercizi commerciali. Oppure la transazione potrebbe non essere stata registrata perché avvenuta attraverso uno strumento di pagamento che al momento non è ancora possibile registrare per il cashback, ad esempio una carta valida sia come PagoBancomat sia come carta di debito sul secondo circuito; app come Apple Pay, Google Pay o simili".

A questa criticità si aggiungono altri due punti fondamentali:

  • le tempistiche affinché l'acquisto sia contabilizzato dalla banca: "in media, possono passare tre giorni lavorativi dalla sua contabilizzazione, ma in alcuni casi possono occorrere tempi più lunghi";
  •  la conservazione dello scontrino cartaceo: "suggerita dal servizio di assistenza dell’app IO in risposta ai partecipanti al cashback che lamentano di non vedere alcune transazioni ritenute valide ai fini del rimborso, è una soluzione temporanea".

Le ipotesi sul taglio del bonus

La nuova indebolita maggioranza di Governo deve far fronte alle richieste dell’opposizione, Italia Viva in testa, di sospendere il cashback, del valore di 4,7 miliardi di euro in due anni, ed investire le somme restanti nel decreto Ristori. 

"Le necessità economiche evolvono di mese in mese. Francamente non escludo mai niente. Il Covid ci ha insegnato questo", ha spiegato la viceministra dell'Economia, Laura Castelli. "Certo è che il cashback sta funzionando - ha precisato - ma come tutte le cose va vista in un quadro generale". 

Le ipotesi che si fanno avanti sul tema, quindi, sono tre:

  • La prima vedrebbe un decreto che preveda l’azzeramento retroattivo degli incentivi, sterilizzando i rimborsi accumulati dal primo gennaio. Idea sicuramente da escludere, poiché si tratterebbe di un provvedimento incostituzionale, e dunque non applicabile;
  • La seconda è la cancellazione in corsa, con la scelta di una data oltre la quale gli acquisiti con moneta elettronica non farebbero più accumulare rimborsi. In questo caso si tratterebbe di un provvedimento che verrebbe introdotto con un emendamento al decreto Ristori. L'unico problema sarebbe nell'operatività dello stop, che non sarebbe attivo subito ma solo al momento della pubblicazione del dl Ristori in Gazzetta ufficiale;
  •  La terza lascerebbe invariato il meccanismo per il semestre che va da gennaio a giugno e, conclusa la finestra temporale, il programma non verrebbe ripetuto nel secondo semestre di quest’anno e nemmeno nel 2022.

I numeri del cashback 

Gli oltre 5,8 milioni di cittadini che si sono iscritti al cashback nel periodo sperimentale, iniziato l'8 dicembre e conclusosi il 31 dicembre, hanno registrato 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici, di cui oltre 7,6 milioni dall'app IO, per un totale di oltre 63 milioni di transazioni effettuate. 

Nonostante la partecipazione riscontrata abbia superato le aspettative di Palazzo Chigi, non tutti gli iscritti al programma cashback di Natale riceveranno il rimborso: sono 3,2 milioni i cittadini che hanno raggiunto la soglia delle 10 transazioni entro la fine del 2020, per un importo medio di circa 69 euro a testa. 

I rimborsi del periodo sperimentale verranno accreditati sul conto corrente entro il 1° marzo, con un budget che supera i 222 milioni di euro. In particolare, solo il 3,1% (100.387 valore assoluto) otterrà il rimborso massimo di 150 euro; quasi la metà degli aventi diritto, il 49,6%, (pari a 1.602.297 persone) otterrà un rimborso tra i 50 e i 99 euro; il 32,8% (1.059.399 valore assoluto) avrà meno di 50 euro; il 14,5% (468.822) otterrà tra 100 e 149 euro.

Questi dati continuano a crescere anche nella partecipazione rilevata a inizio 2021, con l'entrata a regime del programma lo scorso 1° gennaio e l'avvio del primo dei tre semestri in cui si articolerà fino al 30 giugno 2022. All'8 gennaio, sono più di 6,2 milioni il totale dei cittadini iscritti al cashback, e oltre 10,6 milioni gli strumenti di pagamento attivati,  con circa 9 milioni di nuove transazioni effettuate ai fini dell'iniziativa solo negli ultimi otto giorni.

Cashback di stato: cos'è e come funziona?

Il cashback di stato consiste in un sistema di restituzione parametrato al volume di transazioni compiute con pagamenti digitali. In altre parole: con più pagamenti con carte e bancomat, si ottengono più rimborsi l'anno successivo. 

In sintesi, si tratta in un rimborso del 10% - fino a una soglia massima di 150 euro semestrali - per chi paga le proprie spese non in contanti ma tramite epayments, come carte di credito o debito, bancomat, bonifici bancari e app tipo Apple Pay, Samsung Pay o Satispay.

Questo meccanismo prevede un'adesione esclusivamente su base volontaria ed il soggetto che desidera partecipare:

  • deve essere maggiorenne e residente in Italia;
  • deve utilizzare gli strumenti di pagamento registrati esclusivamente per acquisti effettuati fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione.

Chi intende accedere al programma ha una doppia possibilità. Registrarsi nell’App IO, oppure nei sistemi messi a disposizione da un issuer convenzionato (soggetto che abbia concluso un accordo con il pagatore per la fornitura di uno strumento di pagamento elettronico e che abbia sottoscritto una convenzione con la PagoPA S.p.A.), inserendo il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronici dei quali intende avvalersi per effettuare gli acquisti.

Dopo essersi registrati sull’App IO e aver associato uno più strumenti di pagamento anche virtuali alternativi al contante, sarà necessario effettuare pagamenti per almeno 50 operazioni ogni sei mesi. Non varranno gli acquisti online mentre potranno essere conteggiati la spesa nei supermercati e nei negozi ma anche i pagamenti delle fatture di artigiani e professionisti.

Nel dettaglio, agli aderenti al programma è attribuito un rimborso in misura percentuale per ogni transazione regolata con strumenti di pagamento elettronici. La misura del rimborso è determinata con riferimento ai seguenti semestri:

  • 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021;
  • 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021;
  • 1° gennaio 2022 - 30 giugno 2022.

Per ciascuno dei periodi, il rimborso è pari al 10% dell’importo di ogni transazione e si tiene conto delle transazioni fino ad un valore massimo di 150 euro per singola transazione. Le transazioni di importo superiore a 150 euro concorrono fino all’importo di 150 euro.

In queste stesse finestre saranno distribuiti anche i premi del supercashback.

 La quantificazione del rimborso è determinata su un valore complessivo delle transazioni effettuate in ogni caso non superiore a 1.500 euro in ciascun semestre. I rimborsi sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun semestre.

App IO e SPID

Le operazioni di acquisto valide ai fini del rimborso devono essere effettuate tramite l'app IO, l'applicazione che permette di accedere a numerosi servizi della pubblica amministrazione.

Per poterla utilizzare è indispensabile ricorrere o a SPID - per usare IO e accedere al cashback è sufficiente il primo livello di sicurezza di SPID (nome utente e password per accedere ai servizi online) - o in alternativa tramite Carta d'identità Elettronica (CIE).

Nello specifico, la procedura di riconoscimento con la CIE prevede 2 step: 

  • inserire il codice Pin della carta (si tratta di 8 cifre ottenute metà al momento della consegna della nuova carta d’identità e metà ricevuta per posta);
  • la scansione della carta d’identità direttamente sullo smartphone.

Mentre, l'autenticazione con SPID prevede:

  • l’inserimento del nome utente scelto al momento della registrazione e della password;
  • l’accettazione cliccando sul tasto “prosegui”;
  • autorizzazione all’accesso tramite richiesta direttamente su smartphone oppure all’interno dell’app utilizzata per accedere allo Spid (esempio app PosteID), nel caso di un livello di sicurezza 2.

A questo punto si deve accettare l’informativa sulla privacy e scegliere un codice di sblocco a 6 cifre, ma si può anche autorizzare l’accesso con l’impronta digitale.

Per partecipare all'operazione anti-evasione, per la quale il Governo ha stanziato 3 miliardi per il 2021 e altrettanti per il 2022, non sarà necessaria alcuna nuova procedura rispetto al cashback di Natale Chi si è già iscritto sull’app IO o con altre modalità nella fase sperimentale, infatti, è automaticamente iscritto anche alla procedura standard.

Se l'operazione andrà a buon fine, il denaro sarà erogato dalla Consap (la concessionaria dei servizi pubblici) sull’Iban.

Cashback di stato nella Manovra 2021

La legge di Bilancio 2021 interviene sul meccanismo di rimborso delle spese, sempre ad esclusione di quelle online, pagate con moneta elettronica non sottoponendole a tassazione

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Manovra 2021,  inoltre, arriva un altro intervento per dare più forza al piano Italia cashless, limitando la lotteria degli scontrini a chi fa acquisti con carte, bancomat e app per i pagamenti digitali.

Consulta il testo della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, GU Serie Generale n.322 del 30 dicembre 2020 - Suppl. Ordinario n. 46

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Come nasce Italia cashless?

Il cashback di stato costituisce l'ossatura di base del piano Italia cashless. Quest'ultimo è stato concepito nel contesto della Legge di Bilancio 2020 come nuova strategia del Governo per combattere l’evasione fiscale incentrata sulla tracciabilità dei pagamenti e sui maggiori controlli possibili con la fatturazione elettronica.

Lo strumento sarebbe dovuto partire quest'anno con le prime restituzioni a partire da gennaio del 2021, per questo era stato definito anche bonus Befana. Poi la crisi coronavirus ha sconvolto il meccanismo che è rimasto congelato e il fondo è stato svuotato dal decreto Rilancio.

Con il decreto Agosto, tuttavia, sono state individuate nuove risorse per lo stesso strumento: uno stanziamento di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1,75 miliardi di euro per il 2021 per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati mediante transazioni elettroniche.

Per il Consiglio di Stato, anche al fine di evitare che le aspettative  in capo agli aderenti al programma, in punto di erogazione del rimborso in denaro,  possano essere disattese, è necessaria la previa verifica delle coperture finanziarie da parte della Ragioneria generale dello stato prima dell'adozione finale del regolamento.

Italia cashless Ruffini: abbandono progressivo del contante

Sul fronte cashless il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso di un'audizione informale davanti alla VI Commissione Finanze della Camera dei deputati, ha anticipato che dal 1° gennaio 2021, l'Agenzia mette a disposizione dei contribuenti - in un’apposita area riservata del sito - le bozze dei registri, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale Iva.

“L’abbandono progressivo del contante, con la conseguente emersione dell’economia sommersa e la riduzione del tax gap, rappresenta oggi la premessa per la modernizzazione del Paese,  ma anche uno stimolo all’innovazione e all’economia digitale. Si tratta di porre le basi per una nuova cultura fiscale", ha affermato Ruffini.

Piano Italia cashless, zero commissioni per micropagamenti

Nella cornice del piano cashless, l'Esecutivo ha anche definito un protocollo per azzerare le commissioni sui micropagamenti fino a 5 euro. L'adesione sarà strettamente volontaria, anche per evitare di incappare in rilievi Antitrust.

Diverso l’approccio per le transazioni fino a 10 o 25 euro: per transazioni di questi importi ci sarebbe la disponibilità a ridurre o azzerare le commissioni, come già fanno alcuni operatori con specifiche offerte commerciali,  ma non dovrebbe esserci un protocollo specifico e ci si affiderà alla libera iniziativa dei gestori di carte di credito.

Super cashback, il concorso a premi

Di Italia cashless farà parte anche un concorso a premi: si tratta del super cashback, un meccanismo di premialità che invoglierà il cittadino a effettuare acquisti con carte e strumenti di pagamento digitale.

Nello specifico, si tratta del riconoscimento di un premio di mille euro a favore delle prime 100mila persone che nell’arco di sei mesi, effettuano il maggior numero di transazioni con carte e altri sistemi di epayments. Il rimborso previsto in questo caso è di 1.500 euro a semestre, ovvero fino a 3.000 euro l'anno

Anche questo tassello di Italia cashless farà perno sull’App Io della Pubblica Amministrazione. L’utente, tramite il proprio codice fiscale, potrà registrarsi e avere un profilo con dati personali e le carte associate.  Ogni componente di un nucleo familiare può partecipare individualmente al cashback, per cui una famiglia di tre persone potrebbe avere un ritorno di 450 euro ogni sei mesi. 

Pagamenti digitali: gli epayments nella Manovra 2020

Gli interventi per incentivare gli epayments in Italia non sono una novità. Già con la Manovra 2020, e il decreto fiscale ad essa collegato, è stata introdotta una varietà di misure volte sia a contrastare l’evasione fiscale, sia a favorire l’utilizzo da parte dei consumatori di metodi di pagamento sicuri alternativi al contante.  

Tra queste spicca l'introduzione di un credito d'imposta del 30% sulle commissioni applicate dalle banche o da altri operatori finanziari, che lo Stato s’impegna a restituire ai professionisti in regime di compensazione.

Il credito, noto anche come bonus Pos, è riconosciuto per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2010, a condizione che i ricavi e i compensi relativi all’anno precedente non siano di ammontare superiore a 400mila euro.

Parallelamente a questa agevolazione, c'è poi l'abbassamento della soglia limite delle transazioni in denaro contante che possono essere effettuate al di fuori del circuito degli intermediari bancari e finanziari abilitati. 

Nello specifico, è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro e in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche:

  • dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per un valore complessivo pari o superiore a 2.000 euro;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2022 per un valore complessivo pari o superiore a 1.000 euro.

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