Cashback dicembre: le regole sui rimborsi in Gazzetta Ufficiale

Pagamenti digitali: in arrivo bonus pos nel decreto agostoStabilite le regole definitive del cashback di dicembre: un rimborso fino a 150 euro per chi fa almeno 10 spese con carte e app in negozi fisici da ricevere già nel periodo natalizio. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che fissa il meccanismo di funzionamento, ma per l’avvio della fase sperimentale, secondo fonti di governo, si dovrebbe aspettare l’8 dicembre.

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Alle due iniziative per limitare la circolazione del contante a favore di metodi di pagamento digitali si affiancherà una terza limitata nel tempo: il cashback di dicembre, una somma aggiuntiva rispetto a quanto già previsto dal meccanismo in partenza a gennaio che prevede per il 2021 un cashback ordinario di 300 euro annui e un super cashback di 3.000 euro ai primi 100mila consumatori che effettueranno il maggior numero di pagamenti con strumenti elettronici.

Pubblicato il 24 novembre in Gazzetta ufficiale il decreto che fissa il regolamento attuativo del cashback di Natale. Due le novità più importanti rispetto alle ipotesi iniziali: partenza del periodo sperimentale rinviata e si aggiunge l'uso di SPID all'app IO per il riconoscimento del rimborso.  

Cashback di stato e Italia cashless: le misure per incentivare i pagamenti digitali

Cashback Natale 2020: cos'è e come funziona?

L'operazione anti-evasione, per la quale il Governo ha stanziato 3 miliardi per il 2021 e altrettanti per il 2022, si arricchisce di un nuovo capitolo: il cashback di dicembre, un'idea nata con l'obiettivo di spingere lo shopping natalizio in un contesto che vede gli acquisti frenati dalle chiusure e dalle restrizioni derivanti dalla pandemia. 

L’adesione al programma avviene esclusivamente su base volontaria ed il soggetto che desidera aderire:

  • deve essere maggiorenne e residente in Italia;
  • deve utilizzare gli strumenti di pagamento registrati esclusivamente per acquisti effettuati fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione.

Chi intende aderire al programma ha una doppia possibilità. Registrarsi nell’App IO, oppure nei sistemi messi a disposizione da un issuer convenzionato (soggetto che abbia concluso un accordo con il pagatore per la fornitura di uno strumento di pagamento elettronico e che abbia sottoscritto una convenzione con la PagoPA S.p.A.), inserendo il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronici dei quali intende avvalersi per effettuare gli acquisti.

In sintesi, questo meccanismo consiste in un rimborso del 10% - fino a una soglia massima di 150 euro - per chi usa carte e app per pagare le spese nel mese di dicembre. Per arrivare a ottenere il rimborso da 150 euro, occorrerà spendere almeno 1.500 euro e pagare non in contanti ma tramite epayments, come carte di credito o debito, bancomat, bonifici bancari e app tipo Apple Pay, Samsung Pay o Satispay.

Dopo essersi registrati sull’App IO e aver associato uno più strumenti di pagamento anche virtuali alternativi al contante, sarà necessario effettuare pagamenti per almeno 10 operazioni nel mese di dicembre. Non varranno gli acquisti online mentre potranno essere conteggiati la spesa nei supermercati e nei negozi ma anche i pagamenti delle fatture di artigiani e professionisti.

Nel dettaglio, agli aderenti al programma è attribuito un rimborso in misura percentuale per ogni transazione regolata con strumenti di pagamento elettronici. La misura del rimborso è determinata con riferimento ai seguenti semestri:

  • 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021;
  • 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021;
  • 1° gennaio 2022 - 30 giugno 2022.

Per ciascuno dei precedenti periodi, accedono al rimborso esclusivamente coloro  che abbiano effettuato un numero minimo di 50 transazioni regolate con strumenti di pagamento elettronici. In tali casi, il rimborso è pari al 10% dell’importo di ogni transazione e si tiene conto delle transazioni fino ad un valore massimo di 150 euro per singola transazione. Le transazioni di importo superiore a 150 euro concorrono fino all’importo di 150 euro.

La quantificazione del rimborso è determinata su un valore complessivo delle transazioni effettuate in ogni caso non superiore a 1.500 euro in ciascun semestre. I rimborsi sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun semestre.

Gli operatori dei pagamenti digitali si preparano, quindi, all'attivazione di questo riborso extra, che secondo indiscrezioni dovrebbe prendere il via l'8 dicembre, e non il 1° dicembre come precedentemente ipotizzato.

Si precisa che è necessario attendere il decreto attuativo del ministero dell'Economia e delle Finanze che stabilirà la data esatta di entrata in vigore del cashback. In ogni caso, qualunque sia il giorno di partenza dell’operazione, la fase sperimentale si chiuderà il 31 dicembre

 Nel complesso, quindi, chi usa i metodi di pagamento digitali, potrà ottenere fino ad un massimo di 3.450 euro in un anno sommando i vari rimborsi (150 euro di extra cashback, 300 euro di cashback ordinario e 3.000 euro di super cashback).

Cashback dicembre: app IO e SPID

Le operazioni di acquisto valide ai fini del rimborso devono essere effettuate tramite l'app IO, l'applicazione che permette di accedere a numerosi servizi della pubblica amministrazione.

Per poterla utilizzare è indispensabile ricorrere o a SPID - per usare IO e accedere al cashback è sufficiente il primo livello di sicurezza di SPID (nome utente e password per accedere ai servizi online) - o in alternativa tramite Carta d'identità Elettronica (CIE).

Nello specifico, la procedura di riconoscimento con la CIE prevede 2 step: 

  • inserire il codice Pin della carta (si tratta di 8 cifre ottenute metà al momento della consegna della nuova carta d’identità e metà ricevuta per posta);
  • la scansione della carta d’identità direttamente sullo smartphone.

Mentre, l'autenticazione con SPID prevede:

  • l’inserimento del nome utente scelto al momento della registrazione e della password;
  • l’accettazione cliccando sul tasto “prosegui”;
  • autorizzazione all’accesso tramite richiesta direttamente su smartphone oppure all’interno dell’app utilizzata per accedere allo Spid (esempio app PosteID), nel caso di un livello di sicurezza 2.

A questo punto si deve accettare l’informativa sulla privacy e scegliere un codice di sblocco a 6 cifre, ma si può anche autorizzare l’accesso con l’impronta digitale.

 Se l'operazione andrà a buon fine, il denaro sarà erogato dalla Consap (la concessionaria dei servizi pubblici) sull’Iban entro il 28 febbraio 2021.

Cashback di stato nella Manovra 2021

Nonostante manchi poco tempo al debutto, le regole dello strumento hanno subito un importante cambiamento. La legge di Bilancio 2021, approvata dal Consiglio dei Ministri, interviene sul meccanismo di rimborso delle spese, sempre ad esclusione di quelle online, pagate con moneta elettronica non sottoponendole a tassazione

Con il via libera da parte di Palazzo Chigi alla Manovra finanziaria 2021,  inoltre, arriva un altro intervento per dare più forza al piano Italia cashless, limitando la lotteria degli scontrini a chi fa acquisti con carte, bancomat e app per i pagamenti digitali.

Come funziona il cashback ordinario

Il cashback di stato consiste in un sistema di restituzione parametrato al volume di transazioni compiute con pagamenti digitali. In altre parole: più pagamenti con carte e bancomat, più rimborsi l'anno successivo. 

Lo strumento sarà "un meccanismo a punti, non di sconti, che consente di cumulare il vantaggio di un certo numero di transazioni per avere indietro risorse che possono variare a secondo del numero di transazioni; potranno beneficiarne tutti i consumatori italiani e consentirà di avere questi rimborsi in tranche semestrali prima delle vacanze estive e poi dell'anno successivo", ha spiegato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

I "punti" possono essere raccolti già a partire da questo dicembre, cioè nel mese delle spese natalizie. I rimborsi invece, non arriveranno prima del prossimo anno in due momenti distinti, prima dell'estate e prima di fine anno. 

Nello specifico, i rimborsi di dicembre 2020, primo mese di sperimentazione, arriveranno a febbraio 2021; mentre quelli successivi saranno erogati, per ciascun semestre, nei mesi di luglio 2021, gennaio 2022 e luglio 2022. In queste stesse finestre saranno distribuiti anche i premi del supercashback.

A proposito del budget complessivo, sono disponibili 227,9 milioni di euro per i rimborsi di questa prima fase, mentre sono poco più di 1,3 miliardi le risorse per ciascuno dei tre semestri successivi. Se le dotazioni non consentono il pagamento integrale dei rimborsi spettanti gli stessi sono proporzionalmente ridotti. I limiti, però, possono essere integrati con le eventuali maggiori entrate derivanti dall’emersione di base imponibile conseguente all’applicazione del programma. 

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Limite minimo per le transazioni e rimborsi nel meccanismo cashback

Il meccanismo cashback, oltre al limite di valore fissato in almeno 1.500 euro ogni sei mesi, prevede anche un limite minimo di 50 transazioni semestrali da effettuare in formato cashless.

Con questa operazione si evita che con una o poche operazioni più elevate si possa accedere comunque al rimborso del 10% delle spese effettuate. Sostanzialmente, quindi, per ottenere i 3mila euro annui previsti dalla normativa, bisognerà effettuare almeno 100 transazioni al POS.

Ulteriore limite, imposto dal decreto attuativo del MEF, comporta che per ogni singola operazione il consumatore potrà ottenere un rimborso di massimo 15 euro che moltiplicati per (almeno) dieci operazioni si tradurranno un recupero massimo di 150 euro delle spese sostenute con moneta elettronica. 

Nel corso dello sviluppo della misura, è stata prevista l'estensione a tutte le spese e le prestazioni di servizio: un'inversione di rotta rispetto alle proposte iniziali del Governo, che prevedeva il cashback solo per una limitata categoria di servizi, come ad esempio le spese per barbieri, parrucchieri o per la cura della persona, ricambi auto, ristoratori e albergatori.

La decisione, principalmente guidata dagli effetti del Covid-19 sul fatturato di molti settori, considera come spese escluse quelle effettuate online, dove l’uso della moneta elettronica è il solo metodo di pagamento. 

Come nasce Italia cashless?

Il cashback di stato costituisce l'ossatura di base del piano Italia cashless. Quest'ultimo è stato concepito nel contesto della Legge di Bilancio 2020 come nuova strategia del Governo per combattere l’evasione fiscale incentrata sulla tracciabilità dei pagamenti e sui maggiori controlli possibili con la fatturazione elettronica.

Lo strumento sarebbe dovuto partire quest'anno con le prime restituzioni a partire da gennaio del 2021, per questo era stato definito anche bonus Befana. Poi la crisi coronavirus ha sconvolto il meccanismo che è rimasto congelato e il fondo è stato svuotato dal decreto Rilancio.

Con il decreto Agosto, tuttavia, sono state individuate nuove risorse per lo stesso strumento: uno stanziamento di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1,75 miliardi di euro per il 2021 per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati mediante transazioni elettroniche.

Per il Consiglio di Stato, anche al fine di evitare che le aspettative  in capo agli aderenti al programma, in punto di erogazione del rimborso in denaro,  possano essere disattese, è necessaria la previa verifica delle coperture finanziarie da parte della Ragioneria generale dello stato prima dell'adozione finale del regolamento.

Italia cashless Ruffini: abbandono progressivo del contante

Sul fronte cashless. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso di un'audizione informale davanti alla VI Commissione Finanze della Camera dei deputati, ha anticipato che dal 1° gennaio 2021, l'Agenzia mette a disposizione dei contribuenti - in un’apposita area riservata del sito - le bozze dei registri, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale Iva.

“L’abbandono progressivo del contante, con la conseguente emersione dell’economia sommersa e la riduzione del tax gap, rappresenta oggi la premessa per la modernizzazione del Paese,  ma anche uno stimolo all’innovazione e all’economia digitale. Si tratta di porre le basi per una nuova cultura fiscale", ha affermato Ruffini.

Piano Italia cashless, zero commissioni per micropagamenti

Nella cornice del piano cashless, l'Esecutivo ha anche definito un protocollo per azzerare le commissioni sui micropagamenti fino a 5 euro. L'adesione sarà strettamente volontaria, anche per evitare di incappare in rilievi Antitrust.

Diverso l’approccio per le transazioni fino a 10 o 25 euro: per transazioni di questi importi ci sarebbe la disponibilità a ridurre o azzerare le commissioni, come già fanno alcuni operatori con specifiche offerte commerciali,  ma non dovrebbe esserci un protocollo specifico e ci si affiderà alla libera iniziativa dei gestori di carte di credito.

Super cashback, il concorso a premi

Di Italia cashless farà parte anche un concorso a premi: si tratta del super cashback, un meccanismo di premialità che invoglierà il cittadino a effettuare acquisti con carte e strumenti di pagamento digitale.

Nello specifico, si tratta del riconoscimento di un premio di mille euro a favore delle prime 150mila persone che nell’arco di sei mesi, dal 1° dicembre 2020 - data in cui dovrebbe entrare in vigore la misura - fino a fine maggio 2021 avranno effettuato il maggior numero di transazioni con carte e altri sistemi di epayments.

Anche questo tassello di Italia cashless farà perno sull’App Io della Pubblica Amministrazione. L’utente, tramite il proprio codice fiscale, potrà registrarsi e avere un profilo con dati personali e le carte associate. Ogni componente di un nucleo familiare può partecipare individualmente al cashback, per cui una famiglia di tre persone potrebbe avere un ritorno di 450 euro ogni sei mesi. 

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Il confronto con gli stakeholder

"Il piano Italia cahsless è un progetto a cui il governo tiene particolarmente, un progetto a cui credo molto. Favorire una digitalizzazione dei pagamenti senza penalizzare può portare al cambiamento delle abitudini di vita dei consumatori", ha sottolineato Conte.

Nella giornata del 7 settembre, il presidente del Consiglio ha incontrato i principali prestatori di servizi di pagamento in Italia. Fra i partecipanti all'incontro si annoverano i rappresentanti di: American Express payment services, Postepay, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnl Axepta, Bancasella, Bancomatpay, Satispay Europe SA, Nexi, Paytipper, Iccrea.

Il meeting aveva lo scopo di incentivare l'adeguamento tecnologico necessario per far partire dal 1° dicembre il piano cashless. Le operazioni andranno rendicontate attraverso la piattaforma PagoPa, ma saranno coinvolte anche altre piattaforme, come quelle bancarie. Le informazioni vanno poi trasferite all’agenzia delle Entrate.

"Tutti si rendono conto dell’importanza del piano e ciò significherà incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali, rendere il sistema più spedito, più trasparente e tracciabile e in prospettiva significa porre le basi per recuperare l’economia sommersa", ha affermato Conte.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, inoltre,   tutti i partecipanti al vertice si sono detti pronti per partire e collaborare insieme al Governo per la piena riuscita del progetto.

Pagamenti digitali: gli epayments nella Manovra 2020

Gli interventi per incentivare gli epayments in Italia non sono una novità. Già con la Manovra 2020, e il decreto fiscale ad essa collegato, è stata introdotta una varietà di misure volte sia a contrastare l’evasione fiscale, sia a favorire l’utilizzo da parte dei consumatori di metodi di pagamento sicuri alternativi al contante.  

Tra queste spicca l'introduzione di un credito d'imposta del 30% sulle commissioni applicate dalle banche o da altri operatori finanziari, che lo Stato s’impegna a restituire ai professionisti in regime di compensazione.

Il credito, noto anche come bonus Pos, è riconosciuto per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2010, a condizione che i ricavi e i compensi relativi all’anno precedente non siano di ammontare superiore a 400mila euro.

Parallelamente a questa agevolazione, c'è poi l'abbassamento della soglia limite delle transazioni in denaro contante che possono essere effettuate al di fuori del circuito degli intermediari bancari e finanziari abilitati. 

Nello specifico, è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro e in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche:

  • dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per un valore complessivo pari o superiore a 2.000 euro;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2022 per un valore complessivo pari o superiore a 1.000 euro.

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