Nuove domande Cassa integrazione, i chiarimenti dell'INPS

Cassa integrazione - Photo credit: Foto di Kateryna Babaieva da PexelsGuida ai chiarimenti dell'INPS sulle novità in materia di Cassa integrazione per l'emergenza Covid-19 (CIGO, CIGD, ASO e CISOA) introdotte dal decreto Agosto e dai decreti Ristori.

Lavoro nel decreto Agosto: CIG selettiva, incentivi per assunzioni e Sud

Il decreto Agosto (dl 104-2020) ha rinnovato l'impianto degli ammortizzatori sociali connessi alla pandemia di Coronavirus previsti dal Cura Italia e dal dl Rilancio sia relativamente ai criteri di ammissione alla cassa integrazione, che introducendo l’obbligo del versamento di un contributo addizionale a carico delle aziende che vi ricorrono. 

Alle 18 settimane di CIG previste dal dl Agosto, da fruire entro il 31 dicembre 2020, il decreto Ristori n. 137-2020 ha aggiunto ulteriori 6 settimane, da utilizzare entro il 31 gennaio 2021, mentre il Ristori Bis (dl n. 149-2020) ha prorogato al 15 novembre i termini decadenziali relativi ai trattamenti connessi all'emergenza epidemiologica da Covid-19 di cui al Cura Italia.

In attesa dell'imminente pubblicazione della circolare sulla CIG Covid per il periodo dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, con il messaggio n. 4484 del 27 novembre, l'INPS ha fornito indicazioni sui termini di trasmissione delle domande relative ai trattamenti di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario.

Tutte le misure del decreto Agosto

Cassa integrazione Covid-19, le novità del decreto Agosto

Dopo aver ripercorso le principali novità sui trattamenti di integrazione salariale con il messaggio n. 3131 del 21 agosto scorso, l'INPS ha pubblicato nuovi chiarimenti attraverso la circolare n. 115 del 30 settembre e il messaggio n. 3525 del 1° ottobre 2020, mentre con il messaggio n. 3729 del 15 ottobre ha fornito indicazioni in merito alla proroga al 31 ottobre 2020 della scadenza dei termini per l'invio delle domande di trattamenti di cassa integrazione (ordinaria, in deroga e CISOA) e di assegno ordinario e per la trasmissione dei dati utili ai rispettivi pagamenti diretti.

Il decreto-legge n. 104-2020 ha anzitutto rideterminato il periodo dei trattamenti di integrazione salariale, Cassa integrazione ordinaria (CIGO) e in deroga (CIGD), e dell’assegno ordinario (ASO) richiedibili, nel secondo semestre 2020, dai datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica.

In sintesi, spiega l'INPS, i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza da Covid-19 possono richiedere l'accesso agli ammortizzatori sociali per una durata massima di nove settimane, per periodi decorrenti dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2020, incrementate di ulteriori nove settimane, per un massimo di diciotto settimane nello stesso arco temporale, solo laddove il periodo precedente di nove settimane sia stato già interamente autorizzato e integralmente decorso.

L’accesso al nuovo periodo di trattamenti di integrazione salariale (9 + 9 settimane) è consentito a prescindere dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i periodi fino al 12 luglio 2020, quindi anche da parte di datori di lavoro che non hanno mai presentato domanda di integrazioni salariali per causale Covid-19, si legge nella circolare n. 115-2020.

Il decreto Agosto conferma il meccanismo dell’invio di due domande distinte per i due periodi, ma con una novità: mentre alle prime nove settimane si accede senza alcuna specifica condizione, il ricorso alle ulteriori nove settimane è collegato alla verifica del fatturato delle aziende richiedenti, da cui può discendere l'obbligo di versamento di un contributo addizionale da parte dell'impresa.

In particolare, è previsto un contributo addizionale, da calcolarsi sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa:

  • con aliquota del 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato nel raffronto tra il primo semestre 2020 e il primo semestre 2019;
  • con aliquota del 9% per i datori di lavoro che, nel primo semestre 2020, hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20% rispetto a quello del corrispondente semestre del 2019.

Nessun onere, invece, per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% o che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

La sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato viene autocertificata dai datori di lavoro presentando, insieme alla domanda di concessione dei trattamenti una dichiarazione di responsabilità, resa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 47 del D.P.R. n. 445-2000. In mancanza di tale autocertificazione, il contributo addizionale sarà richiesto nella misura massima del 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Per le richieste relative alle prime nove settimane, o per il minor periodo che risulta scomputando i periodi già richiesti o autorizzati ai sensi della precedente normativa decorrenti dal 13 luglio 2020, i datori di lavoro dovranno continuare a utilizzare la causale “COVID-19 nazionale”.

Per l'invio delle domande relative alle ulteriori nove settimane di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario, invece, i datori di lavoro provvederanno a inoltrare specifica domanda con la nuova causale denominata “COVID-19 con fatturato”. 

A regime, le domande dovranno essere inoltrate all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. E in caso di pagamento diretto da parte dell'Istituto, il datore di lavoro è tenuto ad inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione.

In  sede di prima applicazione, invece, l'INPS ha ricordato, con il messaggio n. 3729 del 15 ottobre 2020, che le scadenze, precedentemente fissate al 31 agosto e al 30 settembre dal decreto Agosto, sono state prorogate al 31 ottobre 2020 dal decreto-legge n. 125-2020.

Come richiedere le ulteriori nove settimane di CIG

Le modalità di presentazione delle domande per il secondo periodo, quelle cioè con causale “COVID 19 con fatturato”, sono state rese note dall'INPS con il messaggio n. 3525 del 1° ottobre 2020.

Queste istanze dovranno essere accompagnate da una dichiarazione di responsabilità, in cui, raffrontando il fatturato relativo al primo semestre 2020 rispetto al medesimo periodo del 2019, i datori di lavoro autocertificheranno di trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • non avere subito un calo di fatturato;
  • aver avuto un calo di fatturato inferiore al 20%;
  • aver subito un calo di fatturato pari o superiore al 20%;
  • avere avviato l’attività di impresa in data successiva al 1° gennaio 2019.

La domanda può riguardare un massimo di 9 settimane e periodi non anteriori al 14 settembre 2020, comunque da concludersi entro il 31 dicembre 2020.

L'invio deve avvenire esclusivamente in via telematica sul portale INPS, avvalendosi dei servizi Online accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti” > “Cig e fondi di solidarietà”, tramite:

  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

In presenza dei presupposti, l'INPS autorizza i trattamenti e, in base alla dichiarazione di responsabilità, stabilisce la misura del contributo addizionale a carico dell’azienda, laddove dovuto.

Con il messaggio n. 3729 del 15 ottobre 2020, l'Istituto ha ricordato che la trasmissione delle istanze è già possibile, a prescindere dall’avvenuto rilascio dell’autorizzazione alle prime nove settimane da parte delle Strutture territoriali INPS. Il rispetto delle condizioni stabilite dal decreto Agosto, ossia che le richieste inviate si riferiscano a un periodo successivo rispetto alle prime 9 settimane di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario e che detto periodo sia già stato interamente autorizzato, sarà verificato in sede di istruttoria delle domande e costituirà il presupposto per il riconoscimento della legittimità dei trattamenti richiesti.

CISOA, la Cassa integrazione guadagni nel settore agricolo

L'INPS ha chiarito inoltre che il decreto Agosto ha previsto un ulteriore possibile periodo di accesso ai trattamenti di Cassa integrazione anche per i datori di lavoro del settore agricolo che nell’anno 2020 sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica.

La CISOA è prevista per una durata massima di 50 giorni, nel periodo ricompreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020. I periodi di integrazione già richiesti e autorizzati che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono imputati ai 50 giorni. A differenza degli altri trattamenti, l’ulteriore periodo di CISOA non è in alcun modo collegato alla verifica dell’andamento del fatturato aziendale, né è subordinato al versamento di un contributo addizionale.

Le domande di concessione del trattamento di CISOA per periodi decorrenti dal 13 luglio e sino al 31 dicembre 2020 devono essere presentate utilizzando sempre la causale “CISOA DL RILANCIO”

Ammortizzatori sociali per lavoratori delle ex zone rosse

Il decreto Agosto ha stanziato anche 59,3 milioni di euro per finanziare una specifica tutela per i lavoratori domiciliati o residenti nei Comuni appartenenti alle ex zone rosse che siano stati impossibilitati a raggiungere il luogo di lavoro in conseguenza delle ordinanze emesse dalle Autorità pubbliche territorialmente competenti prima dell’entrata in vigore del dl.

I datori di lavoro operanti nelle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia che abbiano sospeso l’attività lavorativa, anche limitatamente alla prestazione dei soggetti sopra indicati, a causa dell'impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte di tali dipendenti, possono quindi presentare domanda di accesso ai trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario e CISOA con la specifica causale «COVID-19 - Obbligo permanenza domiciliare».

I trattamenti sono concessi per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020, e in relazione alla durata delle misure previste dai provvedimenti emanati dalle pubbliche Autorità, fino a un massimo di quattro settimane complessive.

Le istanze potevano essere trasmesse all'INPS entro il 15 ottobre 2020, mentre le richieste di pagamento diretto della prestazione da parte dell'Istituto devono essere inoltrate, con tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale, entro il 15 novembre 2020.

Cassa integrazione lavoratori sportivi: via alle domande sul sito INPS

Richiesta anticipo CIG del 40%

La circolare n. 78 del 27 giugno 2020 ha fornito istruzioni per il pagamento dell’anticipo delle domande di integrazione salariale ordinaria (CIGO), di integrazione salariale in deroga (CIGD) presentate direttamente all’INPS e di assegno ordinario presentate a decorrere dal 18 giugno 2020, per le quali il datore di lavoro abbia richiesto il pagamento diretto.

Con il messaggio n. 4335 del 18 novembre 2020, l'INPS ha fornito ulteriori dettagli in merito all’anticipo, nella misura del 40%, da parte dell’INPS del trattamento per le ore autorizzate nell’intero periodo. Il messaggio fornisce chiarimenti di natura operativa e illustra le novità procedurali per la gestione delle domande.

I chiarimenti sulle sei settimane di CIG del decreto Ristori

Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, il decreto Ristori ha aggiunto alle 18 settimane del dl Agosto ulteriori 6 settimane di cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire entro il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di CIG e di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.

Anche in questo caso è prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata, pari al 9% o al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, rispettivamente, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20% e per quelli che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato. La cassa è invece gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

Con il messaggio n. 4484 del 27 novembre 2020, in attesa dell'imminente pubblicazione della circolare illustrativa, l'INPS spiega che il termine per la presentazione delle domande relative ai trattamenti di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario è fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. 

In sede di prima applicazione della norma, il dl Ristori fissa il termine decadenziale di trasmissione delle istanze entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto stesso, quindi alla data del 30 novembre 2020. Tuttavia, considerato che la norma non assolve alla specifica finalità di introdurre un termine di maggior favore per la trasmissione delle istanze, l'INPS precisa che le domande di trattamenti per periodi di sospensione o riduzione delle attività che hanno inizio nel mese di novembre 2020 potranno essere trasmesse entro la scadenza ordinaria fissata al termine del mese successivo, quindi entro il 31 dicembre 2020.

Photo credit: Foto di Kateryna Babaieva da Pexels

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